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Sono stanca. Stanca dei ruoli. Stanca delle formalità e delle forme. Stanca delle apparenze. Stanca dei soprusi ma anche dell'ipocrisia. Stanca dell'indifferenza. Stanca della cattiveria gratuita e dell'arrivismo senza scrupoli. Stanca delle gerarchie. Stanca delle regole. Stanca delle mie aspettative ma anche di quelle altrui. Stanca delle convenzioni. Stanca dell'illogicità travestita da buonsenso. Stanca del sarcasmo gratuito ma anche del finto buonismo. Stanca dei silenzi e stanca anche delle troppe parole. Stanca dei sottintesi. Stanca dei pensieri. Stanca del vagare senza sosta alcuna della mia mente. Stanca degli infiniti scrupoli e delle mille paranoie. Stanca di pretendere di capire me stessa. Stanca di cercare di capire gli altri. Stanca di provare a spiegarmi le cose. Stanca di voler trovare sempre un perché.
Stanca di pensare.

Questa storiella l'avranno sicuramente letta un po' tutti. Ma arrivata al culmine della sopportazione in un ambiente di lavoro assurdo, al limite del paradossale, la dedico a quel ##### ## ##### del mio capo (and to all those who sail with him, a parte i poveri rematori sfigati, di cui oggi come spesso accade sono stata capro espiatorio).
"Un'impresa giapponese ed una italiana decisero di affrontarsi tutti gli anni in una corsa di canoe con otto uomini.
I due equipaggi si allenarono duramente ed il giorno della regata erano al massimo della loro forma, però i giapponesi vinsero con un chilometro di vantaggio.
Dopo la disfatta, la squadra italiana aveva il morale a terra. Il Direttore Generale decise che avrebbero vinto l'anno seguente e creò un gruppo di lavoro per analizzare il problema. Dopo varie analisi e studi il gruppo scoprì che i giapponesi avevano sette rematori e un capitano. E gli italiani sette capitani e un rematore.
Sulla base di questo studio il Direttore Generale ebbe la brillante idea di rivolgersi ad un'impresa per analizzare la miglior formazione della squadra. Dopo molti mesi di lavoro, gli specialisti arrivarono alla conclusione che la squadra aveva troppi capitani e pochi rematori. In base al rapporto fatto dagli specialisti, l'impresa decise di cambiare la struttura della squadra.
La squadra divenne così composta: quattro capitani, due supervisori, un capo dei supervisori e un rematore. Un'attenzione speciale sarebbe andata al rematore, dovendo egli essere il più qualificato, motivato e cosciente delle sue responsabilità.
L'anno successivo i giapponesi vinsero con due chilometri di vantaggio.
I dirigenti dell'impresa licenziarono il rematore per il suo cattivo risultato.
Agli altri membri diedero un premio per la grande motivazione che avevano provato ad infondere nella squadra.
Il Direttore Generale preparò un resoconto in cui dimostrò che:
- si usò la migliore tattica possibile
- la motivazione era buona
- però il materiale a disposizione doveva essere migliorato.
Attualmente stanno pensando di sostituire la canoa."
Mentire è molto semplice: basta solo dire una bugia.
Per risvegliare l'attività di questo posto ci sono volute le offese di un anonimo (che evidentemente è talmente "rispettoso" degli spazi altrui da prendersi il disturbo di postare in un blog potenzialmente chiuso senza neanche leggere nel "read me" che chi ha creato il suddetto ODIA i commenti anonimi - evidentemente l'astio supera il rispetto e la buona educazione).
Fortunatamente mi loggo ancora praticamente tutti i giorni, per tenere d'occhio i PM (visto che con qualcuno purtroppo sono l'unico mezzo di comunicazione rimasto dopo la chiusura del blog), altrimenti chissà quanto tempo sarebbe potuto passare prima che mi accorgessi del simpatico commento.
L'argomento è quello del documentario sulle armi di Moore, "Bowling For Columbine", e in particolare si parlava di Heston.
Vi linko il post (per far prima) e vi copio solo il commento, al quale ho intenzione di rispondere quantoprima (non oggi, dato che sarà una giornata un po' campale).
Post: http://www.splinder.com/myblog/post/385693/14985452/yes
Commento anonimo: "L'unica cosa di fronte a cui non si può fare a meno di commiserarti è la TUA pochezza,banalità,cialtroneria.
Non mi stupisco,se dichiari di apprezzare il lavoro di quel novello "Goebbels"-ministro della propaganda,di Micahel Moore e la sua regia piena di mistificazioni e i suoi biechi modi populisti che tanto vanno di moda ultimamente.Vedi Grillo,suo trucido epigone,che presenta anche una certa somiglianza fisica,come figura complessiva.
Nella tua ignoranza dimentichei di ricordare che Charlton Heston,verso il quale Moore fa qualcosa di raccapricciante dal punto di vista morale,vista la malattia dell'attore e la gentilezza che ha,peraltro,dimostrato verso il simpatico regista,è stato un autentico combattente per i diritti civili(guardatilefoto) a fianco di Martin Luther King,in un periodo in cui le rivendicazioni avevano davvero ragione di esistere e non esprimevano,come fai tu,il dissenso superficiale e inconsistente di benpensanti moraliste come te.
Arrivò a paragonare Martin L.King a Mosè per quanto fatto per il suo popolo,ma tu,che ti indegni a gentile richiesta di Michael Moore tutto questo lo ignori.
Informati. "
Per ora cito solo questa massima, che mi viene sempre d'aiuto in casi simili per chiarire il concetto che ho in mente di sviscerare (e non venite ad indignarvi dicendo che il confronto è scandaloso, perché non sto assolutamente paragonando i due uomini, ma solo esprimendo in maniera indiretta e pseudosarcastica un concetto):
"Anche Hitler avrà detto buongiorno a qualcuno, in vita sua."
I'll be back soon.
EDIT (16/05/08):
Come promesso in risposta al tuo commento faccio qualche puntualizzazione. Lascio da parte (ribadendola però nuovamente) la tua maleducazione, e non rispondo agli insulti gratuiti coi quali hai iniziato il commento stesso (combatterti con la stessa moneta mi pare piuttosto sminuente, e non ci tengo proprio).
Vuoi parlare di fatti? Eccotene alcuni.
(Per brevità, riciclo cose che ho scritto altrove.)
Il tuo beniamino Charlton, come tu sottolinei indignato, da giovane ha dato prova di essere una persona piena di begli ideali:
-è stato oppositore dell'intervento americano in Vietnam
-ha appoggiato il Movimento dei Diritti Civili a fianco di Martin Luther King
-ha sostenuto Kennedy e in generale i democratici
-è stato sostenitore del Gun Control Act, per la limitazione del possesso di armi
Purtroppo, però, negli anni '80 c'è stato un cambio di programma (e di ideologie), che lo ha portato su posizioni diametralmente opposte alle precedenti:
-ha sostenuto politiche guerrafondaie
-è stato oppositore dell'Affirmative Action, strumento politico contro la discriminazione sociale
-ha sostenuto i Bush e in generale i conservatori
-è diventato prima presidente e portavoce e poi membro onorario della National Rifle Association
Ora ti chiedo: dovrei forse fare a meno di condannare la condotta di un uomo solo alla luce di ideali passati che non gli appartengono più? Io credo proprio di no.
E non venire ad obiettarmi che questi cambiamenti sono legati alla malattia, perché se pure ci sono delle probabilità che l'Alzheimer porti ad alterazioni della personalità, all'epoca dei fatti (20 anni prima che la malattia gli fosse diagnositcata e almeno 18 anni prima che i sintomi si manifestassero in maniera più o meno evidente), il morbo non era ancora (forse) neanche negli stadi iniziali della sua lunghissima incubazione (in caso contrario, comunque, vorrei precisare che le fasi iniziali di incubazione delle patologie neurodegenerative sono ahimé asintomatiche), e l'abilità oratoria dimostrata nelle conventions della NRA tende a confermare queste ipotesi.
Caro Barto,
mi rivolgo a te, in primis, visto che sei rimasto in sospeso con la risposta ad un commento. Quindi ti rispondo direttamente in questo ultimo post (l'ultimo in realtà doveva essere quello con la citazione di Witmer, ma poi ho deciso di aggiungere una piccola "postilla", rivolta ai frequentatori numericamente più significativi di questo blog, postilla che seguirà la mia risposta al tuo commento).
Dunque, no, in realtà il post non si riferiva ad un periodo difficile, ma appunto alla volontà di spegnere definitivamente le luci di questo blog (lo so che sono ermetica e che mi capisco da sola.......). Avevo pensato inizialmente di limitarmi all'aggiornamento delle recensioni nella colonna a sx ma forse smetterò anche con quelle, perché tanto non credo che il pubblico numericamente più significativo di questo blog sia particolarmente interessato alla mia attività recensoria. Per gli sparuti altri, ci sono sempre last.fm e myspace, sui quali aggiornerò costantemente.
Ringrazio te e le altre quattro o cinque (non di più) persone che ancora vengono a leggere intenzionalmente con frequenza il mio blog, ma davvero non trovo abbia più molto senso continuare a scrivere. Tanto con queste persone non c'è bisogno dell'esistenza del blog per continuare a sentirsi, perciò non è chiaramente un addio.
Detto ciò, mi rivolgerei ora ai frequentatori numericamente più attivi (statistiche alla mano): coloro che cercano il significato di "broncospasma" e coloro che cercano la foto di Marina Ripa di Meana nuda. Se per i primi ho qualcosa di interessante (spero!), che troveranno in calce al post, per quanto riguarda i secondi dico soltanto che mi fa veramente tanta tristezza la constatazione del primato che li riguarda: la chiave di ricerca "Marina Ripa di Meana" nelle immagini di google è quella che in assoluto porta il maggior numero di visitatori al mio blog, ogni mese. Magari nei prossimi giorni chiederò la rimozione dell'immagine in questione da imageshack. Ci penso.
Broncospasma:
en.wikipedia.org/wiki/Bronchospasm
www.healthscout.com/ency/68/591/main.html
E qui un sito intero dedicato all'argomento:
www.bronchospasm.com/
Purtroppo è tutto in inglese. Se avete bisogno di aiuto per tradurre qualcosa, non esitate a chiedere.
The only music I want to hear
is the sound of the last light that dissapears
Another songbird gives up it's wings, and fades away.
[from: Denison Witmer - California Bright & Blue. In: Denison Witmer - Are You A Dreamer? (2006)]
Questo post riporta un collage di citazioni: da una parte, qualche perla di saggezza relativa alla stupidità umana; dall'altra, alcune brillanti chiavi di ricerca che hanno portato incauti web-andanti sul mio blog. E se A:B=B:C allora, forse...
Si comincia con:
L’ignorante parla a vanvera, l’intelligente parla al momento opportuno, il saggio parla se interpellato, lo stupido parla sempre.
Dovrebbero insegnarla nelle scuole, prima ancora delle poesie. Per quanto mi riguarda, ha già sostituito la mia abitudine, quando sono arrabbiata, a contare mentalmente fino a 100 (ok, fino a 10).
I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai. (Eros Drusiani)
Il che mi ha riportato alla mente la frase cult de "La cena dei cretini", rivolta dal protagonista al co-protagonista, ovvero al "cretino": "Ma lei non si riposa mai?"
Quando un vero genio appare in questo mondo, lo si può riconoscere dal fatto che gli idioti sono tutti coalizzati contro di lui. (Jonathan Swift)
Una persona di mia conoscenza sarebbe perfetta nel ruolo di genio, mentre a me toccherebbe in sorte la veste di comparsa tra la stuola di idioti che non capiscono l'entità della sua sublime grandezza.
Non c'è niente di più pericoloso di un cretino che ha ragione per caso. (adattata da William Cowper)
Si può ripetere la stessa dedica di cui sopra? (Insomma, per una questione squisitamente probabilistica, dai e dai.........)
Se un milione di persone crede a una cosa idiota, la cosa non cessa di essere idiota. (Anatole France)
Meno tasse per Totti.
Tre cose occorrono per essere felici: essere imbecilli, essere egoisti e avere una buona salute. Ma se vi manca la prima tutto è finito. (Gustave Flaubert)
La mia salute non è di ferro, ma forse ce la faccio lo stesso.
Quello che al mondo ascolta più cretinate è probabilmente un quadro in un museo. (Edmond e Jules de Goncourt)
Direi che in tutti i salotti culturali, reali o virtuali che siano, se ne sentono di fenomenali. Le chiacchiere dal barbiere? Robetta.
Dietro la frase: "Mio figlio e' un piccolo genio" c'è sempre un genitore idiota. (Ivan Della Mea)
Ammettetelo: questa l'abbiamo pensata un po' tutti, almeno una volta nella vita.
E a seguire:
+rapidshare "fast food nation"
:marina ripa di meana"
Quanto fa?
saccarosio problemi mnemoniche
...problemi con l'italiano, più che altro.
munnezza bag
Capisco le contaminazioni linguistiche, ma non esageriamo...
immagini della bilancia
immagini kaito pure (pure che???)
Se stavate cercando dal motore per le immagini, è sottinteso lo scopo della vostra ricerca, e la parola immagine ve la potevate sicuramente risparmiare (sì che un motore non è 'sto genio, ma mi pare che lo stavate un po' sottovalutando...). Se invece stavate cercando dal motore base di google...beh, un bel corso di fondamenti per l'utilizzo del web non potrà che procurarvi giovamento.
iscrizione fraternità cl .pdf
ieri a roma c'è stata l'udienza di cl. la piazza era gremita
"comunione e liberazione" unilever
Queste le metto soprattutto sperando di attirare un tale, simpatizzante ciellino, che mi ha recentemente lasciato un allegro commento sul tema che evidentemente gli sta più a cuore, ovvero la sua amatissima associazione catto-politica. Chissà mai che, alla ricerca di qualche bella (?) foto di Giussani o del concorso del dado Knorr, non ricapiti per sbaglio sul mio blog... Mai vorrei che si perdesse la mia risposta.
giochi dove ti crei la tua ragazza e la fai vivere virtualmente restando in contatto con altre persone solo italiano
Fatti vedere. Ma da uno bravo davvero.
Per un inspiegabile stato di grazia ieri mi sono risparmiata le fatidiche consuetudini relative alla festa della donna. Nessuno (miracolosamente) mi ha omaggiata di una mimosa, neanche -nella peggiore delle ipotesi- l'extracomunitario al semaforo intenzionato a vendermene un mazzetto. Nessuno mi ha telefonato o messaggiato appositamente per farmi gli auguri, e nessuna delle persone con cui ho parlato ha approfittato dell'occasione per farmeli.
Incredibile, sono quasi commossa.
Siccome non mi piace dare eccessiva attenzione a questa festa, come del resto a tutte le feste commerciali (quindi sostanzialmente alle feste in genere, visto che di "non commerciali" non mi pare ne esistano più), non ha apparentemente molto senso che io perda del tempo a scriverne un post, visto che tutto quel che penso in proposito l'ho già detto in una ricorrenza precedente e che (soprattutto) avrei potuto impiegare lo stesso tempo in maniera decisamente più fruttuosa.
Tuttavia questa vignetta che ho trovato ieri in giro per il web è talmente divertente che non ho proprio resistito...

Oggi a quanto sembra mi s'è scatenata la vena scrittoria e (non avendo ispirazione/voglia di utilizzarla altrove) le darò volentieri sfogo qui.
Non so dire esattamente se sia più un effetto del mio comportamento o una causa a monte che lo condiziona (forse si tratta di una combinazione di entrambe le cose), fatto sta che l'interposizione di barriere tra me e gli altri è una costante che mi porto dietro sin dall'infanzia (e mi pare di aver già accennato a questa cosa in un vecchissimo post di cui si sono perse le tracce).
Non sto parlando di barriere fisiche (quelle semmai sono una conseguenza), ma di quelle barriere invisibili che nascono dalla difficoltà di (inter)comprensione, che a sua volta trae la propria linfa vitale dalle "distanze" e quindi appunto dalle barriere (come ogni bravo cane che si morde la coda).
Con gli anni ho imparato a smussare alcuni aspetti piuttosto spigolosi del mio carattere (sulla beatificazione sto ancora lavorando), e tra i diversi risultati positivi ottenuti va sicuramente annoverata la capacità non tanto di ridurre le distanze o l'interposizione di barriere (un pochino, forse, pure...), quanto quella di mostrare una certa dose di tolleranza alle in(ter)comprensioni, tolleranza che mi evita di fare sempre e comunque terra bruciata intorno (ché l'indole resta in ogni caso quella) tagliando i ponti ogni qual volta si presenti un accenno di occasione per farlo.
Sarà anche che in alcuni ambiti si è necessariamente creata una forzatura alla frequentazione che prima non era quasi mai così inevitabile: tale forzatura è ad esempio uno degli innumerevoli svantaggi del passaggio studente--->lavoratore. E se si tratta poi, come nel mio caso, di lavoratore iperprecario con stipendio imbarazzantemente ridicolo e senza un barlume di posto fisso all'orizzonte...beh, i vantaggi poi devo ancora trovarli, a dire il vero...
In ogni caso, la misurata manciata di diplomazia che ho sviluppato con gli anni (diplomazia alla quale un tempo avrei guardato con orrore) inizia a sembrarmi il giusto compromesso per sopravvivere alla società senza da un lato restare in pianura a soccombere sotto l'irruente carica della massa e dall'altro sfuggire a trincerarmi sulla vetta più alta del monte, sebbene mi pare lampante che la mia (evidentemente non virtuosa) posizione non si collochi affatto nel mezzo.
Impossibile non notarli, visto che tutta l'Italia è praticamente tappezzata e solo girando ad occhi chiusi forse si potrebbe sperare di non imbattersi nella carnevalesca sfilata, sui cartelloni pubblicitari, sulle fiancate degli autobus e persino sui bidoncini dei rifiuti.
Tralascio per una volta i commenti sul tono della propaganda del nano di Arcore (ITALIA, RIALZATI! <---> ITALIANI! A NOI! ...vabbé, non ho resistito....) per puntare il dito contro (sì, contro) il manifesto di Di Pietro. Lo scarso buon gusto del Tonino nazionale è cosa nota, ma stavolta si è davvero superato, e immagino che questo manifesto solleverà (sempre che non l'abbia già fatto) non poche polemiche tra gli animalisti.
